Agricoltura biologica e tradizionale a confronto

A cosa ci riferiamo quando parliamo di agricoltura biologica? Può apparirci una domanda semplice, in realtà si tirano in ballo numerose questioni. In genere con agricoltura biologica s’intende un sistema di coltivazione a basso impatto ambientale, che si attua tramite l’uso di prodotti non sintetizzati e l’applicazione di pratiche volte alla salvaguardia del terreno coltivato.

Ed è vero che i prodotti biologici hanno vantaggi in termini di salute?

I prodotti biologici posseggono di solito un basso tasso di residui chimici, se paragonati a quelli dell’agricoltura tradizionale. Ciò non implica di per sé maggiore salubrità. I livelli ammessi di residui chimici nei prodotti non biologici sono infatti innocui per la salute, e una loro ulteriore diminuzione non aumenta la sicurezza del prodotto finale.

Rispetto ai valori nutrizionali, cioè se un prodotto biologico sia più o meno adatto per l’organismo umano, certi studi hanno riscontrato delle differenze nei valori nutrizionali tra prodotti biologici e tradizionali; ma molti altri hanno trovato discrepanze ininfluenti. In generale, non ci sono evidenze solide e unanimemente accettate che tutti i prodotti biologici siano migliori per la salute.

L’agricoltura biologica è più efficace per salvaguardare l’ambiente?

Non sempre. I principi attivi considerati validi in agricoltura biologica sono selezionati con criteri che guardano all’origine non sintetica del prodotto, ma può capitare che la loro scelta si riveli un abbaglio. Il rotenone, un insetticida naturale che fu molto utilizzato in agricoltura biologica fino al 2008, venne abolito dall’UE a causa del suo impatto dannoso sull’ecosistema di pesci e api.

La seconda questione riguarda la produttività. Se infatti l’agricoltura biologica è, per definizione, più rispettosa dell’ambiente della tradizionale, possiamo assumere che un terreno coltivato a biologico abbia un minore impatto ambientale di uno coltivato tradizionalmente. Il problema si evidenzia quando si esamina la produttività. Un terreno coltivato a biologico produce meno di un terreno coltivato tradizionalmente, come dimostrato da numerosi studi. Da ciò segue che per produrre la stessa quantità di alimenti, l’agricoltura biologica deve coltivare molta più superficie, virtualmente annullando i vantaggi di partenza.

In conclusione, l’agricoltura biologica fa male all’ambiente più della tradizionale? No, ma è sbagliato assumere che il biologico sia migliore per l’ambiente. Il merito dell’agricoltura biologica è quello di aver sollevato i problemi relativi all’impatto dell’agricoltura sull’ambiente, ma non possiamo vedere l’agricoltura biologica stessa come una soluzione definitiva.